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Documento per il riconoscimento della figura di Insegnante di Danza Contemporanea

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In seguito alle consultazioni intercorse tra professionisti italiani (insegnanti e danzatori) in merito al problema della Formazione Contemporanea in Italia (problema legato alla “questione Danza” su tutto il territorio italiano) sono state raccolte le seguenti istanze dopo accurata analisi della nostra situazione e in rapporto alla situazione europea.

Premesso che:

 1) è inaccettabile che il percorso formativo contemporaneo sia ancora a tutt’oggi inteso come ciò che è ‘non-classico’ e dunque venga inteso come settore parallelo e in qualche modo “inferiore” o comunque integrante al balletto;

2) relativamente al punto 1, una autentica formazione contemporanea necessita di un pensiero filosofico  contemporaneo che regoli il percorso stesso e le discipline che vengono insegnate come curricula di studi; 

3) che relativamente ai punti 1 e 2, in Italia è impossibile ricevere una completa formazione contemporanea su modello europeo ed internazionale. Di fatto la maggior parte degli operatori coreutici contemporanei (insegnanti, danzatori e coreografi) sono costretti ad andare all’estero per ricevere una formazione adeguata allo standard europeo e quando tornano in Italia non vedono riconosciuto il loro percorso formativo e lavorativo seppure importante; inoltre non trovano modo di inserirsi in un contesto adeguato per divulgare e diffondere le conoscenze acquisite poiché le strutture non sono ricettive ed aperte verso tali linguaggi; 

4) in Italia esiste un solo Ente preposto al rilascio di un Diploma riconosciuto dallo Stato, ovvero l’Accademia Nazionale Danza di Roma, ed  è l’unica Istituzione in Italia che dà accesso al lavoro regolamentato, in riferimento alla scuola pubblica, per quella privata vedi punto 6)

5) in Italia manca un referente istituzionale con cui rapportarsi in materia coreutica;

6) la formazione privata nelle scuole di danza, dove spesso i danzatori trovano una possibilità di lavoro (precarissimo, selvaggio, e non riconosciuto sul piano fiscale), non ha un Ente di riferimento a sua regolamentazione, lasciando all’iniziativa personale la decisione di affiliarsi a questo o a quell’Ente, e di assumere personale non preparato e non titolato con un confusione spesso pericolosa per la stessa utenza;

7) La Danza Contemporanea (e la Danza tout court) non è uno sport e non è assimilabile alle discipline sportive.

8) siamo consapevoli che l’art. 33 della Costituzione Italiana recita che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” tuttavia per quanto concerne la pedagogia della danza esiste il problema della tutela della salute e della incolumità fisica, specialmente dei minori; 

Premessi questi punti crediamo, come professionisti del settore operanti da più di venti anni nel territorio nazionale ed internazionale, che non sia più sostenibile operare professionalmente con questi presupposti  in Italia e che sia giunto il momento che il nostro paese  si adegui agli standard formativi europei in materia di danza contemporanea e danza in generale.

In tal senso SI PROPONE quanto segue:

A) Avviare un processo di riconoscimento istituzionale per la figura professionale del formatore in ambito coreutico, con le specifiche distinzioni (danza contemporanea, moderna, classica, modern/jazz, etc ), regolamentando tale figura con il rilascio di diplomi di Stato per l’insegnamento da parte di una Commissione di professionisti riconosciuti del settore a livello europeo (rinominati a rotazione ogni tot di anni), sul modello francese, che possa valutare i candidati secondo un insieme di requisiti e regole chiare e condivise dalla comunita’ nazionale ed internazionale della danza (nel sistema francese i cinque settori su cui i candidati sono valutati sono: 1) tecnica 2) musica 3) anatomia 4) storia della danza 5) pedagogia.

Attraverso questa regolamentazione e questi criteri dovrebbero essere valutati anche i titoli ‘in essere’ e la professionalità acquisita dal candidato.

B) Ripensamento delle strutture atte alla formazione qualificata di insegnanti e danzatori di danza contemporanea (e non solo) con la proposta di riformare l’Alta Formazione della Danza Italiana, attivando una distribuzione geografica ragionata su tutto il territorio nazionale delle sedi formative, con relativo rilascio di diploma o certificazione analoga riconosciuta dallo Stato Italiano.

C) Regolarizzazione delle normative per l’insegnamento coreutico, sia in campo privato che pubblico (sia amatoriale che professionale) su modello europeo. In particolare è necessario risolvere il problema in cui si trovano quelle Associazioni o Enti privati che vogliano aprire una scuola di danza senza doversi necessariamente affiliare al Coni per evidenti vantaggi fiscali. In questo senso vogliamo dare piena dignità all’arte della danza che non è assimilabile ad uno sport e chiediamo che le stesse agevolazioni fiscali (di cui godono le Ass. Sportive Dilettantistiche) siano date anche alle Associazioni Culturali.

Su questi tre principi fondamentali vorremmo instaurare un dialogo con le Istituzioni presenti a questo convegno (e non solo) per presentare bozze di proposte di Legge ragionate e condivise che tengano conto dei tanti fattori intercorrenti nel campo della formazione coreutica artistica, in un continuo confronto con i professionisti che operano nel settore. Se l’arte della danza non viene insegnata con le metodologie appropriate, tutto il mondo che ruota attorno a quest’arte ne viene danneggiato e questo non è possibile in un paese europeo come il nostro, dove tanti professionisti seri sono costretti o a lasciare il Paese o a lavorare in condizioni inaccettabili, al di sotto della sopravvivenza, e con tutele giuridiche inesistenti, con entrate economiche che non permettono a questi professionisti di vivere con dignità della propria arte, come ogni paese CHE SI DICA CIVILE dovrebbe invece permettere.

Il Ministero della Cultura francese nella “Charte de l’enseignement artistique spécialisé en danse, musique, et théâtre”, un testo a dimensione politica e filosofica che riafferma la fondamentale importanza della formazione artistica,  esprime queste parole che vorremmo fossero prese ad esempio dalle istituzioni del nostro Paese ma da cui ci sembra di essere molto lontani:

« La formation artistique  est le premier vecteur de la démocratisation culturelle » qui « permet de former le sens esthétique et de développer la sensibilité et l’éveil à travers la rencontre de l’imprévu, le plaisir de l’expérimentation, la connaissance d’oeuvres de référence. La formation artistique est reconnue aujourd’hui comme constitutive de l’éducation des enfants et des jeunes. Elle participe à la formation de leur personnalité, développe leur culture personnelle et leur capacité de concentration etde mémoire.

Elle prépare ainsi les jeunes à tenir un rôle actif dans un espace de vie en constante mutation en confortant l’intuition de l’échange et la réalité de la pratique collective ».

 

Approfondimenti relativi ai punti da 1 a 8 e A – B - C:

A:

A a) A tutt’oggi non esiste uno sbarramento oggettivo che impedisca a chi non è professionista di insegnare; CHIUNQUE può aprire una struttura e insegnarvi all’interno e CHIUNQUE può collaborare con Centri di Danza. In assenza di una Legge che regoli l’insegnamento vale l’autovalutazione o la valutazione soggettiva del singolo ente, che NON può essere, ovviamente, un criterio oggettivo.

Da non trascurare il fatto importantissimo che, trattandosi di insegnamento coreutico (sia esso danza contemporanea o altro), abbiamo a che fare con la tutela dei minori e la tutela della loro salute. A maggior ragione che in altre discipline artistiche, serve dunque una normativa che impedisca a chiunque di poter operare malamente sulla crescita dei ragazzi.

Per chi già lavora nel settore da anni, sarebbe da operare una sanatoria che preveda un esame o analisi della documentazione dell’attività svolta fino ad ora, valutazione che dovrebbe essere effettuata da parte della suddetta Commissione.

Ipotesi: si potrebbe forse costituire un Albo Professionale di insegnanti con o senza diploma a cui attingere per qualsiasi tipologia di insegnamento, pubblico o privato, basilare o di perfezionamento; tale Albo ovviamente dovrebbe essere sotto il vaglio di suddetta commissione neo-costituita (si veda sopra) che stabilirebbe i requisiti su base curricolare. In tal senso si avrebbe: 1) riconoscimento del docente 2) riconoscimento della qualità dei percorsi formativi ed artistici 3)  automatico e conseguente riconoscimento delle strutture operanti. 

A b) relativamente al problema del riconoscimento (sotto ogni punto di vista) della figura del docente di danza (sia esso contemporaneo oppure no):Il MIBAC può occuparsi solo del perfezionamento professionale. Il MIUR non può essere referente poiché le scuole private on mirano ad una parificazione. E anche questo è uno dei motivi per cui i docenti di danza non hanno alcun tipo di contratto nazionale di riferimento.   

B:

B a) trattasi di Diritto allo Studio, principio democratico tutelato anche dalla Costituzione Italiana e pari opportunità – se invece lo Stato autorizza un monopolio nel settore ed obbliga a dover andare e stare per diversi anni a Roma per conseguire un Diploma, viene meno il suddetto diritto e il suddetto principio. Ecco perché riteniamo giusto e necessario (e appunto democratico) l’attuazione di una distribuzione geografica ragionata di analoghi organismi autorizzati a preparare per rilasciare Diplomi di Stato. E’ di fatto impensabile che un’unica sede e un unico modello possano bastare alla richiesta di una intera nazione. Infine, problema strettamente connesso al punto precedente, come è possibile chiedere a tutti professionisti, magari dopo 20 o 30 anni di lavoro, che facciano 3 anni di abilitazione all'insegnamento fuor sede ?

B b) Una formazione coreutica (come insegnante, come danzatore e come coreografo) deve avere la stessa dignità e le stesse opportunità di un altro corso di Laurea e come per gli atri indirizzi e Facoltà deve essere possibile formarsi in più luoghi preposti sul territorio nazionale.

Devono essere insegnate, oltre alle materie tradizionali, pedagogia, fisiologia, anatomia, tecniche somatiche come Body Mind Centering, Feldenkreis, o altre discipline come Alexander Technique, Contact-Improvisation, Floor-work ormai inserite a pieno titolo, al pari delle altre tecniche coreutiche, come piano formativo nelle maggiori università europee ed internazionali e nei maggiori Centri di Formazione Professionali di Danza Contemporanea.

C:

C a) Tutte le scuole di danza private si stanno trasformando inA.S.D., ovvero Associazioni Sportive Dilettantistiche, facendo dunque capo al CONI e agli Enti di promozione sportiva che da anni hanno ormai attivato dei famigerati corsi per “istruttori di danza”, anche classica e contemporanea, e che successivamente promuovono la danza sportiva in Italia. Questa prassi è altamente offensiva per chi si è formato seriamente come danzatore ed è un serio professionista, è offensiva nell’assimilare l’arte allo sport, e infine offensiva per l’utenza che ha il diritto sacrosanto di poter distinguere tra arte e sport e il diritto di avere dei docenti preparati e non improvvisati. 

Tutto questo in conseguenza del fatto che un’associazione sportiva (regolata dagli articoli 36 - e seguenti -  del Codice Civile) è il tipico strumento utilizzato per svolgere attività sportiva dilettantistica. Le ragioni di questa scelta sono essenzialmente di due tipi: maggiore semplicità ed economicità nelle fasi di costituzione e gestione e significativi vantaggi fiscali. Con riferimento a quest’ultimo punto, è da sottolineare come, fino all’emanazione della legge 289/2002, la possibilità di usufruire del regime fiscale agevolato previsto dalla legge 398/1991 fosse riservato alle associazioni. In seguito all’emanazione della legge sopra citata, invece, l’agevolazione è stata estesa anche alle cooperative e alle società di capitali costituite per svolgere attività sportive dilettantistiche senza scopo di lucro. La figura associativa costituisce però ancora oggi il riferimento assolutamente prevalente nel mondo sportivo dilettantistico. In merito a questo il Coni invita le associazioni no profit a diventare ASD per i fini sopra elencati, cosa che assolutamente fa rientrare erroneamente la DANZA nella definizione di PRATICA SPORTIVA DILETTANTISTICA e il termine ‘dilettantistico’ è di per sé deleterio se pensiamo di fare valere il concetto di danza come PROFESSIONE !!

Inoltre si stanno legittimando erroneamente numerosi Enti sportivi ad occuparsi della suddetta ‘formazione per insegnanti di danza’: cosa gravissima. I vari comitati sportivi si arrogano, di fatto, il diritto di rilasciare attestati riconosciuti dal Coni in brevi seminari. In realtà le scuole affiliate al Coni e costituite in ASD ma che non esercitano “danza sportiva” sarebbero fuori legge. Ora come controllare ogni singola attività? Come conciliare quelle Ass. costituite in ASD che poi invece emanano, come presunte Compagnie professionali, agibilità Enpals? 

Infine non tutti gli allievi devono per forza diventare dei futuri danzatori ma tutti gli allievi hanno uguale diritto ad avere insegnanti preparati e NON dal Coni.

 

Promotori:

NICOLETTA CABASSI
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea e classica (per danzatori contemporanei) direttrice Compagnia Lubbert Das

SIMONA LISI 
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, Dottoressa in  Filosofia, PG Degree Choreography L.C.D.S. (London)

 

Firmatari (in ordine alfabetico) :

CHIARA ALBORINO
Danzatrice, insegnante, coreografa, direttrice di Danza Flux

MARCO VALERIO AMICO
Danzatore, coreografo; diplomato alla Civica Scuola P. Grassi di Milano; direttore compagnia ‘Gruppo Nanou’

MARCO BALDAZZI
Docente di danza e coreografo, dir. artistico Compagnia SismaTD – ‘Rimini in Danza’ - Arabesque Dance Center

ELISA BARUCCHIERI
Danzatrice, coreografa, direttrice Compagnia artistica ResExtensa, bachelor of Arts in Dance, Middlebury College (USA)

STEFANIA BENEDETTI
Danzatrice, Coreografa, Insegnante di tecnica contemporanea e classica, diplomata alla Folkwang-Hochschule di Essen-Werden (Germania)

GABRIELLA BORNI
Danzatrice, Diplomata presso A.N.D. di Roma, Coreografa/Regista, Docente presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e presso il Centro Internazionale la Cometa (Roma).

EMMA CIANCHI
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea,  direttrice  artistica Artgarage e Borderline danza

FRANCESCA CINALLI
Danzatrice, coreografa, insegnante di danza contemporanea, attestato IAT-Gong Scuola Biennale di danza, teatro e musica delle Culture e dei Popoli, membro della Compagnia Tecnologia Filosofica (Torino)

LIA COURRIER
Danzatrice, insegnante danza classica per danzatori contemporanei

CINZIA DE LORENZI
Danzatrice, coreografa, insegnante di danza contemporanea e Danza Sensibile®, direttrice artistica Compagnia Cinzia Delorenzi

LEONARDO DIANA
Danzatore e coreografo free-lance

ERIKA DI CRESCENZO
Coreografa - danzatrice - autrice e regista Compagnia La Bagarre 

MARCELLA FANZAGA
Danzatrice, Performer, Coreografa, Insegnante di Danza Contemporanea, laureata presso S.N.D.O. di Amsterdam

ROSSANA DAMIANI FILOMARINO
Danzatrice - diploma di laurea di II livello ‘Composizione coreografica’ presso A.N.D. - insegnante e direttrice del C.S.D.M Centro Studi danza e Movimento (VT)

VALENTINA FRUZZETTI
Danzatrice e direttrice artistica MakTub Noir, compagnia di danzatori (Firenze)

CRISTINA GOLIN
Tersi corea, insegnante danza contemporanea, docente per la formazione professionale al BTT,  coreografa e ripetitrice presso il BTT Balletto Teatro di Torino di Loredana Furno

FRANCESCA LA CAVA
Coreografa e Danzatrice; diploma di laurea di II livello in ‘Danza contemporanea’ presso A.N.D; diploma di laurea al D.A.M.S di Bologna; borsa di studio alla L.C.D.S. (London, UK)  - direttore artistico Compagnia ‘Gruppo E-motion’ (L'Aquila) 

PAOLA LATTANZI
Danzatrice, coreografa, insegnante di danza; diplomata presso l'Amsterdamse Hogeschool voor de Kunsten  (Dipartimento di Coreografia) -

ROSITA MARIANI
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice artistica Lucylab Evoluzioni

MARINA SOLIGON
Coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice Ass.ne Diff.ne Danza Gestuale, diplomata I.S.E.F.

GIOVANNA SUMMO
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, diplomata AND

STEFANIA TRIVELLIN
Diplomata alla S.P.I.D. (Scuola Professionale Italiana Danza), danzatrice, coreografa e insegnante di danza contemporanea

MARIA PIA URSO
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice Morphè DanzaTeatro (compagnia e scuola)

ELENA VALENTE
Danzatrice, attrice, insegnante di danza classica presso il Teatro Nuovo Torino, attestato di  “Specialista in discipline coreutiche” riconosciuto dall'UE. Membro della compagnia Tecnologia Filosofica

FABRIZIO VARRIALE
Danzatore, insegnante, coreografo, direttore di Danza Flux (Napoli)

ROMINA ZANGIROLAMI
Danzatrice e insegnante di danza contemporanea, coreografa e direttrice artistica dell'Ass. Cantieri Culturali Creativi

ROBERTA ZERBINI
Formatrice, educatrice, pedagoga della danza contemporanea, danzatrice e coreografa di EkoDanza

 


 

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